Coronavirus, lettera della UAI al Governo Conte: ecco le proposte

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Occorrono misure straordinarie ed urgenti per affrontare l’emergenza Coronavirus. E’ la richiesta che l’Unione Artigiani Italiani e delle PMI ha inoltrato al Governo attraverso una lettera ufficiale: “Nell’esprimere il profondo ringraziamento – si legge nella missiva indirizzata al premier Conte – per gli sforzi e le misure messe in atto finora atte al contenimento ed alla cura dell’infezione sanitaria, la Confederazione Datoriale e le Federazioni di Settore, allo stesso tempo sono seriamente preoccupate per il panico e la preoccupazione che si stanno vivendo le micro imprese e quelle artigiane in questi momenti difficili. Dai dati che ci pervengono quotidianamente, molte sono le aziende di questo segmento dell’economia che stanno pensando di licenziare dipendenti o addirittura di cessare l’attività. Riteniamo che bisogna intervenire immediatamente, con la rassicurazione che in questa fase non vi siano trattamenti dispari tra Imprese di serie A e serie minori e che il Governo intervenga al sostegno di tutte le realtà produttive”.

A tal riguardo l’Unione Artigiani Italiani suggerisce alcune misure:

a) Risorse per lavoratori e la totalità delle partite IVA di un importo non inferiore ai 100 miliardi di euro in deficit;

b) Slittamento di tutti gli adempimenti Fiscali e di altra natura almeno fino al 31 luglio 2020 in modo da poter ripartire immediatamente e con grande slancio finita l’esigenza sanitaria;

c) Sospensione di tutte le forme di pagamento sia dirette che indirette sempre fino al 31 luglio 2020 e le stesse diluite in 12 mesi senza interessi;

d) Prestiti alle imprese per pagamento di fatture a tasso dello zero finanziato dalla Cassa Depositi e Prestiti;

e) Ammortizzatori sociali in deroga senza accordi sindacali a tutte le partite IVA che abbiano anche un solo dipendente con pagamento diretto da parte dell’INPS per un periodo minimo di tre mesi.

f) La possibilità di derogare a quanto previsto nel D.Lgs 81/08 per dare la possibilità alle aziende di formare i loro dipendenti con la formazione in FAD anche per il tramite dei fondi interprofessionali nella totalità delle ore di formazione.

“Questi – conclude la nota – sono a nostro avviso gli interventi prioritari da mettere in campo immediatamente, perché la paura riscontrata in questi giorni dai piccoli artigiani è forte e non vorremmo in alcun modo dopo la crisi sanitaria dover combattere anche con una grave crisi economica che sarebbe deleterio per il paese e le famiglie italiane”.